| ADOZIONI INTERNAZIONALI |
|---|
|
Il SSI operando per il trattamento dei problemi di ordine sociale creati dalla mobilità volontaria o forzata delle popolazioni e quindi su tutte le tematiche della migrazione, delle problematiche familiari e minorili ad essa connesse, delle legislazioni tese alla loro soluzione a livello internazionale, ha dedicato una notevole attenzione alla protezione dei minori. In quest’ambito si è sempre interessato alle adozioni internazionali sia nel trattamento diretto dei casi che, soprattutto, nello studio del fenomeno. Il SSI si è occupato di questa particolare forma di assistenza ai minori e delle sue possibili “distorsioni” svolgendo a livello internazionale un intenso lavoro di studio e promozione di pratiche corrette e rispettose degli interessi dei minori a partire dai principi di Leysen, stilati nel 1960 precorrendo i successivi contenuti di tutte le leggi nazionali ed internazionali, fino alla stretta collaborazione fornita nella formulazione della Convenzione dell’Aia del 1993 che ha cercato di dare un ordine definitivo alla materia. La sede centrale di Ginevra ha messo
in opera dal 1996, e sta sempre più ampliando, un Centro di Referenze
sull’Adozione Internazionale (C.I.R.(link al sito del CIR di Ginevra:
www.iss-ssi.org) che raccoglie legislazioni, prassi e tutte le possibili
informazioni su chi opera e come opera nell’adozione internazionale
sia nei paesi di origine che in quelli di accoglienza dei minori. La Sezione italiana si configura come una delle poche sedi SSI che oltre a svolgere il lavoro di consulenza, studio e formazione ha attuato anche dei programmi diretti di adozione internazionale ciò a partire da quando negli anni cinquanta curava le adozioni di minori italiani in USA, Australia e Canada. Ha quindi proseguito con le prime adozioni di coniugi italiani in India, Corea ecc. Ha poi ottenuto, prima in base alla legge 184 del 1983, successivamente secondo quanto previsto dalla legge 476 del 1998, l’autorizzazione a svolgere adozioni internazionali. Nell’aprile del 2001, considerando l’evolversi della situazione italiana in relazione all’applicazione della Convenzione dell’Aia, l’Ente ha chiesto la cancellazione dall’albo degli enti autorizzati decidendo di tornare al ruolo esclusivo di consulenza, formazione ed informazione per i servizi sociali pubblici, le autorità amministrative e giudiziarie interessate. Nel novembre 2001 l’Ente ha quindi stipulato con la Commissione per le Adozioni Internazionali due Convenzioni: la prima per l’organizzazione di programmi di formazione per il personale delle Autorità Centrali di cinque paesi di origine dei minori Perù, Colombia, Ucraina, Albania e Bulgaria, la seconda per lo svolgimento di casi particolari di adozione in paesi in cui non risultano attivi enti autorizzati, intendendo con casi particolari quelli riguardanti coppie miste che adottano nel paese di origine di uno dei coniugi, adozioni di fratelli di minori già adottati, coppie italiane residenti all’estero ecc. La Convenzione prevede che tali richieste di adozione siano presentate alla C.A.I. ed ottenuta la sua approvazione vengano trasmesse dalla stessa al SSI.
|